sabato 13 marzo 2010

COSI' PARLO' ZARATHUSTRA



L'ANTICRISTO.OVVERO LA MALEDIZIONE
DEL CRISTIANESIMO.

Il 30 Settembre 1888 alcuni mesi prima della nascita di Adolf Hitler, Friedrich Nietszche finisce il manoscritto dell' “Anticristo”, o la Maledizione del Cristianesimo, inaugurando l'Anno Uno di una Nuova Era. Così egli scrive, in quello che è il suo Manifesto profetico:

“ Guardiamoci in faccia, noi siamo Iperborei, e siamo ben consapevoli di vivere in disparte. Noi abbiamo trovato l'uscita dal millenario labirinto; fuori dalla malattia di una putrida pace, dei vili compromessi, e da tutta la virtuosa sozzura di questa ampiezza di cuore e tolleranza, che è un miasma che viene dal Sud; un vento di scirocco intollerabile, per chi vive fra ghiacci assai poco indulgenti. Il nostro coraggio è il nostro fato, e questo destino è la pienezza, la tensione, l'accumulo di forze.

Noi siamo assetati di lampi e d’azioni; la nostra è un'aria di tempesta che squarcia di folgori la tenebra della nostra natura, aprendosi una via che è una linea retta e uno scopo. Cos'è buono? Tutto ciò che eleva il senso della potenza, la volontà e il potere stesso dell'uomo. Cattivo è tutto ciò che deprime e che nasce dalla o porta alla debolezza. Felicità è sentire che la Potenza sta crescendo, e che ogni resistenza viene superata.

Non appagamento, ma maggiore potere; non Pace ad ogni costo, ma guerra; non Moralismo, ma Virtù: una forza virile libera da ogni ipocrisia morale. I deboli e i mal riusciti devono perire; questo è il principio del nostro amore filantropico. Cosa è dannoso più d'ogni altro vizio ? L'agire pietosamente verso i mal riusciti; ovvero, il Cristianesimo. Il problema che si pone, non riguarda il posto che l'umanità occupa nella gerarchia degli esseri, bensì quale tipo umano debba essere allevato, voluto, atteso come tipo di superiore valore; più degno di vivere, e più certo dell'avvenire.

Questo tipo è esistito spesso come caso fortuito, eccezionale, mai come qualcosa di voluto. E' stato proprio questo TIPO ad essere temuto e stigmatizzato come Mostro terribile, e, a partire da questo timore, è stato voluto, allevato, raggiunto il Tipo opposto: l'Uomo Animale domestico, la bestia da Gregge; il Cane rognoso: il CRISTIANO.

Il cristianesimo giudaico ha condotto e conduce una guerra mortale contro il tipo umano superiore; ha messo al bando tutti gli istinti fondamentali di questo Archetipo, e da essi ha distillato ciò che esso definisce il Male: l'uomo malvagio, demoniaco. Il Cristianesimo sostiene e spalleggia tutto ciò che è debole, abbietto, mal riuscito, e agisce come un depressivo. La sua Compassione non è una virtù, ma una tara antiaristocratica; la Praxis del Nichilismo. Bisogna vibrare un colpo assai deciso a questi pericolosi accumuli di pietà malsana, dissolvendo ogni compassione cristiana, come medici implacabili di fronte ad un tumore: a colpi di bisturi.

Questa è la nostra maniera d'amare gli uomini, e di essere filosofi, di noi Iperborei. Noi, spiriti liberi, siamo già una trans-valutazione di tutti i valori; una vera dichiarazione di guerra e vittoria, a tutti i concetti di Vero e di Falso. Le idee più preziose sono i Metodi che suscitano la paura e il disprezzo degli uomini ben costumati. Fede, Carità, Speranza, sono Tre accorgimenti cristiani, che fanno da corollario all'istituto ebraico di sopraffazione delle altre razze.

L'Ebreo, di cui il Cristiano è l'Apogeo, vuole esistere a qualsiasi costo, falsificando ogni natura, ogni realtà, l'intero mondo esteriore ed interno. Il Cristiano, fatale e falso quanto gli ebrei, sembra non comprendere sé stesso come l'ultima e più cupa conseguenza dell'Ebraismo. Questi risentiti patologici, sono i nemici giurati d’ogni moto vitale ascendente, della natura completa, della potenza, bellezza ed auto affermazione terrena. Gli Ebrei hanno intuito, negli istinti degenerati, la loro migliore arma contro il mondo intero. Essi la usano contro i non Ebrei, ma, per Sé medesimi, si oppongono ad ogni degenerazione.

Costoro hanno voluto, con un colpo di genio rappresentare la degenerazione e farsene i paladini presso gli altri popoli, come attori e agenti di dissoluzione animica. Gli Ebrei hanno saputo porsi al vertice di tutti i movimenti degenerativi, di tutte le metastasi sociali che hanno afflitto lOoccidente, come il Cristianesimo di Paolo di Tarso; per farne armi potenti, e mezzi per ammalare l'umanità non ebraica. Così, questi impostori, hanno trovato il proprio profitto e interesse vitale nel ribaltare la vita e il mondo, appestandoli con i concetti di Buono e Malvagio; di vero e di falso. Costoro hanno tradotto il passato storico del proprio popolo nell'elemento religioso, facendone la menzogna per eccellenza: Il Dio di un Popolo Eletto, e il Popolo eletto da un Dio dominante e volitivo.

Questa menzogna afferma che esiste una volontà divina, in ordine a ciò che l'uomo deve fare, o non fare, e che il valore di un popolo o di un individuo dipende dall'obbedienza alla volontà di questo Dio, che, di conseguenza punisce il disobbediente e premia il conforme.

La realtà sottesa a questa miserabile menzogna, è la seguente: Una specie e una razza parassitaria di uomini, con freddo cinismo, misura i popoli, le epoche, gli individui, a seconda che giovino, o abbiano giovato, al loro strapotere; valutandoli con ilo criterio idiota dell'obbedienza a Dio, ovvero ai suoi vicari in terra: loro stessi. La volontà di Dio, ovvero le condizioni per conservare ed ampliare il potere sacerdotale, deve essere nota a tutti; perciò è necessaria una Rivelazione; occorrono Comandamenti e Regole.

Nasce così la grande falsificazione letteraria: la Sacra Scrittura, resa pubblica con ieratica magnificenza, digiuni, penitenze, giaculatorie di postulanti cronici. Il Peccato sta nel non attenersi ad essa; ogni disgrazia nasce dalla non ottemperanza alle sue Leggi. Il Sacerdote, il Rabbino, il Prete, l'Imam, hanno così messo per iscritto ciò che vogliono ottenere; e ne hanno fatto la “Volontà di Dio”. Indispensabile, onnipresente in ogni momento cruciale della vita: Nascita, Matrimonio, Riti di passaggio, Malattia, Morte, il sacro parassita controlla e mette mano ad ogni singolo evento; degenerandolo per “ santificarlo”. Il Prete d'ogni religione, svaluta e dissacra la Natura, e può esistere solo a questo prezzo.

La Disobbedienza alle leggi che i preti hanno attribuito a Dio, a proprio esclusivo vantaggio, è il Peccato, e può esservi redenzione solo riassoggettandosi al prete in modo ancora più radicale.
Il Peccato è indispensabile alla Potenza Sacerdotale; essa prospera e vive su di esso e per suo tramite. Dio, ovvero il sacerdote, persona chi fa penitenza, ovvero, atto di completa e incondizionata sottomissione. Su questa palude di menzogne ebraica si è sviluppato anche il Cristianesimo: una forma patologica di mortale inimicizia per la Realtà, e poi l'Islam: ultima metastasi del cancro ebraico. Questi ultimi, negano anche la stessa realtà ebraica da cui provengono, e su cui hanno tessuto e ordito i loro rispettivi Libri Sacri, e la pretesa di essere il Popolo Santi dei Sacerdoti; la Nazione degli Eletti.

In Paolo si incarna il genio dell'odio e del risentimento ebraico, nella logica spietata della distruzione di tutto ciò che non è patologico, malato, nevrotico. Il Vangelo di Paolo, questo epilettico rozzo e fanatico sionista, è una specie di Romanzo Russo, che predica agli imbecilli Gojim una infantile idiozia: La Salvazione democratica, l'immortalità indiscriminata; una grossolana fascinazione apologetica, tesa a conquistare il potere sul mondo e su uomini resi falsi fino ad una stupidità che simula efficacemente l'innocenza.

Il Vangelo è rivolto alla canaglia, e serve ai farabutti che lo manipolano, come strumento di falsificazione della realtà e della storia. Paolo voleva il fine, quindi volle anche i mezzi; quel che egli stesso non credeva, lo credettero gli idioti a cui diede in pasto la sua dottrina. Il suo disegno, la sua necessità era la Potenza Sacerdotale, con cui tiranneggiare le masse; perciò inventò il mezzo per formare, con esse, delle mandrie affiatate: la fede nell'immortalità e nel Giudizio finale.

Trasferendo il centro gravitazionale della vita nell'aldilà, si è tolto il baricentro alla vita in generale. La grande menzogna dell'immortalità generalizzata, aperta a chiunque, anche agli ignobili, è una miserabile adulazione della vanità personale della plebaglia, e una chiara negazione del valore e della qualità aristocratica del singolo atto individuale. Questo veleno della dottrina egualitaria, così utile all'ebreo, nel fomentare rivoluzioni plebee disgreganti, è stato diffuso sistematicamente nel tessuto della civiltà ariana. L'Ebraismo, tramite il Cristianesimo, ha fatto guerra ad ogni venerazione, e ad ogni presupposto di elevazione, sviluppo, cultura individuali. Con il risentimento delle masse, esso ha forgiato le proprie armi contro tutto quanto vi è di nobile, lieto, magnanimo, felice sulla terra. Concedere l'immortalità a chiunque, è stato, ed è, il più maligno attentato contro un'umanità realmente nobile; contro un’Aristocrazia umana che ha davvero diritto di supremazia e di selezione e distacco dal gregge.

La menzogna dell'uguaglianza delle Anime, ha portato con sé rivoluzioni criminali e sanguinarie. La Bibbia, I Vangeli, e il Corano, sono inestimabili, come testimonianze della corruzione semita, della dissimulazione e della falsità elevate ad arte, contro la Razza umana Superiore. Il Cristianesimo e l'Islam, sono l'arte di mentire santamente degli Ebrei; elevata ad una maestria e ad una padronanza ineccepibili. Questi eletti boriosi, recitano la commedia della Modestia o dello Sdegno, ma la loro funesta mania di grandezza si è tradotta in un delirio d’onnipotenza che ha devastato e devasterà il mondo.

Questi aborti di baciapile e di mentitori, si sono arrogati l'idea di Dio, di Verità, di Luce, di Spirito, d’Amore, di Sapienza, di Vita, per delimitare il mondo a proprio esclusivo vantaggio. Piccoli esseri, superlativamente ebrei, maturi per ogni tipo di manicomio, hanno capovolto i valori, in direzione di sé stessi, come se il solo Ebreo, e poi il Cristiano, o ebreo riformato, e l'Islamico o ebreo rigettato, fosse il senso, il sale, la misura, e il giudizio finale di ogni altra cosa. Tutta questa triste fatalità, si è resa possibile per il fatto che già esisteva, nel mondo, una specie razziale affine a questo delirio di grandezza: quella Ebraica, nata da Abramo.

Non appena si è spalancato l'abisso fra Ebrei ed Ebrei Cristiani, a questi ultimi non è rimasto che di impiegare, contro i primi, gli stessi sistemi di auto-conservazione che l'ebreo impiega per proprio conto, contro quanto non è Ebreo. Il cristiano non è, difatti, nient'altro che un ebreo di confessione meno restrittiva. L'Islamico ha operato nello stesso senso, ripristinando, rispetto al Cristiano, con un plagio più accorto, la maggior parte delle osservanze ebraiche.

M.L

LA PESTE CRISTIANA



LA PESTE GIUDEO CRISTIANA

La Modificazione Cristiana della Religione Essenica Ebraica, ha le sue origini in una preesistente ed assai più avanzata dottrina spirituale Indiana: il Buddhismo. Importato in India durante gli anni del dominio Arya Indo-Europeo, il Buddhismo fa parte del gruppo delle religioni pagane tradizionali. Non ha un Dio, ma è panteistico, ed ha un approccio gnostico e non dogmatico. Assai più articolato della sua imitazione Cristiana, il Buddhismo non è una religione, ma una prassi esistenziale e spirituale, di cui il cristianesimo essenico ha plagiato idee e processo etico, deformandoli nelle proprie immaginazioni sentimentali: di trascendenza esclusiva.

Da questa interpretazione essenico-ebraica del Buddhismo, di per sé già assai riduttiva, e priva dell'ideale di libertà tipico dell'arianesimo, sostituito con l'astrattismo morale tipico dell'intelletto semita, l'ebreo Paolo di Tarso ha tratto il suo “ Corpus di dottrine burocratico religiose”; a supporto di un potere sociale centrale: ecclesiastico imperiale, capace di controllare economicamente e mentalmente le masse e gli individui, indirizzando questi soggetti, tramite l'obbedienza ed il conformismo coatto, nella corruzione spirituale di una società antitradizionale, antiaristocratica, ed apertamente materialista; ovvero essenzialmente giudaico-cristianomercantile.

Intorno al I secolo d. C., con la predicazione di Paolo di Tarso in Asia Minore e in Europa, l'equilibrio religioso del mondo ellenistico viene sconvolto. Il Cristianesimo, nato come una delle tante correnti dell'Ebraismo rabbinico, viene ora presentato come religione universale, in grado di guidare alla salvezza ogni uomo, a prescindere dalla sua origine razziale, etnica, e genetica; dalla sua classe sociale, e dalla sua posizione nella gerarchia delle individualità umane.

Diffondendosi come un virus devastante, nell'ambiente greco-romano, il messaggio cristiano vuole a distruggere ogni “ Ordine Tradizionale”, e viene perciò antidotato da una soteriologia ellenica, che tenta di inglobarlo nei parametri del proprio “Gnosticismo ”. Le varie sette gnostiche, come i Marcioniti, i Valentiniani, i Carpocraziani, pur professando dottrine molto diverse fra loro, e a noi note solo indirettamente, per il tramite dei loro detrattori cristiani, tendono tutte a leggere il ruolo di Gesù come analogo a quello degli Eoni Salvifici, o Avatara della tradizione indo-europea, assimilandolo ad un Arya-Budda, ad un Saoshyant zoroastriano, ad un Tirtankara jaina, al Dioniso Zagreo dei greci, o ad un Apollonio di Tiana; e, solo da ultimo, e incidentalmente, lo riferiscono al Meshah ebraico.

Secondo gli gnostici, l'anima umana, per natura luminosa e spirituale, incarcerata nella manifestazione corporea, tende ad identificarsi con il soma, e, a dimenticare le proprie origini e il proprio rango spirituale divino. Il Soter avatarico, in quanto portatore della Conoscenza svincolante, aiuta l'anima dell'iniziato ad affrontare la catarsi, che lo scioglie dai vincoli della materia, riconducendolo alla sua originaria libertà spirituale. Marcione contrappone nettamente Gesù, manifestazione del Dio della Luce, al Demiurgo ebraico Jahvé, entità egregorica malefica, responsabile di aver contaminato, e di voler inquinare, l'universo autenticamente spirituale; inserendovi l'elemento spurio: materiale e corporeo.

Lo Gnosticismo, di matrice egizio-ellenica, afferma ed indica, difatti, un sistema di Entità od Emanazioni divine, mediatrici fra divino ed umano: gli Eoni. La luce della Gnosi salvifica che essi veicolano, è destinata non a tutti, ma solo agli eletti predisposti a riceverla. A questa nozione della coscienza esoterica, che salva e trasforma chi la sviluppa in sé, i Padri della Chiesa, alfieri dell'ortodossia, e poi della versione cattolico-paolina del cristianesimo, oppongono la nozione di un Messia che non fa distinzione fra iniziati e profani. In questo modo, essi disconoscono gli stessi insegnamenti diretti di Gesù, dati al cerchio interno dei suoi discepoli. Per la Chiesa, tutti possono attingere ad una “Salvezza” che non implica più alcuna conoscenza esoterica diretta, né una relazione fisio-psichica ed erotica fra Maestro e discepolo; ma soltanto la fede nei dogmi, e la sottomissione alle autorità ecclesiastiche.

L'Idea di una Gnosi iniziatica e trasmutante, viene condannata come diabolica, da questi pii imbecilli, ignoranti per vocazione o per scelta, e viene ricollegata alle parole di Lucifero ad Adamo ed Eva: “ Sarete come Dio, avendo la Conoscenza del bene e del male”. Questa presa di posizione, tronca ogni ulteriore possibilità di un Esoterismo cristiano, e, nell'Europa occidentale, ogni tentativo di far rinascere questa conoscenza iniziatica tradizionale, verràcombattuto e represso ferocemente, dalla Chiesa di Roma, come aperta Eresia,.

Solo in epoca rinascimentale, il fiorire degli studi umanistici porta alla formazione di una cerchia di studiosi dell'esoterismo, e, presso la Corte fiorentina di Cosimo il Vecchio de' Medici, e poi di Lorenzo il Magnifico, possono radunarsi artisti come Leonardo, Michelangelo, Donatello, Botticelli, Verrocchio; e filosofi come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, e Gemistio Pletone, che, tuttavia, non comprendendo i fini ultimi dell'ebraismo paolino, implicito nel cristianesimo ecclesiale romano, tentano uno sterile quanto inutile connubio, fra il loro pseudo esoterismo gnostico, e la Kabbalah ebraica.

Con l'avvento della Riforma Protestante in Germania, cultori di scienze esoteriche come Johann Gichtel e Cornelius Agrippa di Nettelsheim, sperano, inutilmente, che cessi il regno persecutorio del dogmatismo religioso, in modo da dare spazio alla rinascita di un esoterismo tradizionale. Vi sarà invece un semplice passaggio, fra l'intransigenza dogmatica dell'Inquisizione Papale e quella Luterana.

Il Tentativo Rosicruciano, di riportare in auge le tecniche meditative ed operative dell'Alchimia, capaci di rigenerare la natura dell'essere, fino all'equilibrio androginico e al pieno conseguimento delle sue potenzialità divine, si risolverà in un esodo obbligato verso le Indie. I tre elementi principali dell'operazione alchemica, Zolfo, Mercurio e Sale, identici ai tre Guna Indù, Sattwa, Rajas e Tamas, sono riconducibili rispettivamente allo Spirito, all'Anina o Psyche, e al Corpo materiale.

Nel momento in cui, alleandosi con i Principi Tedeschi, Lutero riesce ad affermare la propria corrente dottrinaria, facendo della sua Chiesa Riformata la religione ufficiale di una vasta parte del popolo Tedesco, diviene sempre più chiaro che il suo dogmatismo è del tutto omologo a quello delle gerarchie ecclesiali cattoliche, che negano ogni valore sia alla scienza che alle dottrine magico - esoteriche. Anche il Protestantesimo luterano, è più che disposto a tacciare di paganesimo e di eresia ogni deviazione dai propri imprescindibili dogmi.

Di fronte a questo orientamento integralista, la Confraternita dei Rosa+Croce scompare, con altrettanta facilità con quanta era dapprima, improvvisamente apparsa. I seguaci dell'Alchimia, e gli Ermetisti che non finiscono sul rogo come Giordano Bruno, massacrati nella guerra gesuitica contro i Conti Palatini, od incarcerati, come Galileo, si daranno almeno apparentemente alle semplici ricerche chimiche, e alle trasmutazioni metalliche, occultando nel più stretto riserbo dei modi, i valori iniziatici e rigeneranti delle proprie conoscenze; e delle prassi ad esse collegate.

Nel Medioevo continuano tuttavia, ad esistere in Europa, come ultimo baluardo del paganesimo, le “iniziazioni di mestiere” e di Corporazione; vale a dire i riti d’ammissione per entrare a far parte di una data Gilda, dedicata ad un “Santo” che non è che l’opportuno sostituto del precedente e corrispondente Dio o Daimon pagano. L'autorità ecclesiastica non esercita sulle Corporazioni alcuna censura, dato che esse sono apparentemente legate al culto di Santi Patroni.

Queste iniziazioni, legate all'esercizio di una facoltà pratica, ovvero ad un Arte tecnica e alle sue molteplici ripartizioni operative, costituiscono il legame con le corrispondenti istituzioni iniziatiche, presenti nel mondo greco e romano; ben prima dell'Era cristiana. Esse rispettano la suddivisione nei 3 gradi: Apprendista, Compagno,Maestro. Depositari di una tradizione millenaria, i “ Compagni” o “ Fratelli” di queste Mannersbund ariane, sono maestri d'opera, tagliatori di pietra, artisti, pittori, scultori, muratori, carpentieri, vetrai, fabbri: divisi in una gerarchia ben definita.

Condividendone i Principi d'Arte, gli operai si perfezionano assieme ai fratelli, rendendo segreti, iniziatici, ed esclusivi i loro Mestieri. Iniziazioni, Rituali, e segni segreti, conferiscono a queste Istituzioni un carattere schiettamente esoterico. È proprio su queste, e in queste Confraternite esoteriche di Mestiere, che si innesta ed ingerisce il verme della Massoneria Ebraica, nata per distruggere ogni residuo di spiritualità ariana, ed ogni vera Istituzione Tradizionale.

Con l'avvento dell'Illuminismo, la posizione ed il coinvolgimento della Massoneria, nella lotta alle Monarchie, all'aristocrazia Europea, e ai Poteri tradizionali, si evidenzia nel fenomeno della “Rivoluzione Francese”, che non è affatto una rivoluzione del popolo di Francia, ma un sovvertimento che lo coinvolge come vittima, e come strumento di alieni ebrei. A dimostrarlo, stanno le molteplici organizzazioni di matrice ebraica, coinvolte nella rivoluzione dei Giacobini: Illuminati di Baviera, Eletti Cohen, Martinismo, Stretta osservanza templare, Rito Memphis e Misraim di Cagliostro, sono gli strumenti della rovina della Casa Reale di Francia, e il motore occulto dei successivi massacri rivoluzionari.

La massoneria, riconoscibile come un'associazione eversiva antitradizionale, antiariana, e in tutto simile a quella sionista dei B'Nai Brith, è chiaramente dipendente, fin dai suoi inizi inglesi, dall'Ebraismo internazionale. Collegata alle democrazie liberali, essa è quanto di più razzialmente e culturalmente impuro si possa immaginare, e, come tale, verrà osteggiata e repressa, sia dal Nazionalsocialismo Hitleriano che dal Fascismo di Mussolini.

M-L

L'APPROCCIO ESOTERICO

“Gli Unici che resteranno per sempre, gli immortali del mondo fisico, destinati ciclicamente a riapparire, saranno coloro che, durante la loro esistenza, hanno rispettato e onorato la Shakti Terribile, trasmutando le energie della sua natura divina nelle loro proprie apparenze umane. Lo scambio avviene con lo sguardo, che, pieno di energie erotiche, offre reciproca forza, e illuminazione.
Così, nella luce, ci si unisce: Immortali”
ss Annenherbe

Il Paganesimo classico distingue fra la religiosità popolare, accessibile a tutta la popolazione, e il Culto Misterico, riservato ai soli iniziati, e in grado di rivelare loro le verità metafisiche sulla natura e sulle finalità ultime dell'essere. La natura di una Gnosi elitaria, attingibile solo tramite una trasmissione diretta, da individuo ad individuo, fa parte del patrimonio tradizionale ariano, basato sul rapporto intervirile, e sulla relazione osmotica e fisio animica che ne consegue.

La volgarizzazione, e la diffusione su vasta scala di Nozioni e Segreti, operativi o rituali, che originariamente erano prerogativa esclusiva di una data cerchia iniziatica, con l'intento di eliminarne l'influsso spirituale, è stata attuata da quelle forze, antiariane, che da secoli mirano Il loro intento dissolvente e degradante, si rivela tuttavia inefficace in profondità, in quanto la volgarizzazione, di una prassi o di un simbolo, non n’elimina affatto il potere, e l'efficacia.

È possibile bloccarne momentaneamente l'azione trasmutante, ponendolo in uno stato di latenza esternamente impercettibile; ma quel sistema simbolico può essere sempre re-vivificato da un giusto atteggiamento mentale e rituale. Quando la trasmissione diretta sia resa esteriormente impossibile, essa avviene, comunque, per traslazione interna: ereditaria e genetica, qualora si focalizzi, su prassi e simbolo, la propria attenzione e il proprio psichismo.

Le Gnosi perdute, non lo sono mai definitivamente, e possono sempre essere ritrovate, da chi attivi in sé delle analogie individuali simboliche, che, ricche di senso implicito, lo collegano immediatamente con l'Aura e l'ambiente psichico che costituiscono il vero nucleo fluidico, ed eterico, di quelle Conoscenza dimenticate, o resesi latenti.

I Simboli e le antiche ritualità ariane, seguitano ad esistere sul piano astrale, incuranti delle vicende storiche e del variare dei culti, delle Religioni o dei Paradigmi formali, che possono veicolarne od escluderne l'espressione spazio temporale. I Riti e i simboli della propria razza e del proprio lignaggio, genetico e spirituale, se posti in atto e dinamizzati, richiamano direttamente, e senza indugi, l'influsso spirituale che attua la connessione dei “Figli” con i “Padri”; ovvero dell'operatore della stirpe ariana, con la Corrente Magica e Spirituale che gli Corrisponde.

Atti di richiamo, rimembranza, e celebrazione degli eventi cosmici e metastorici, relativi al proprio lignaggio ancestrale, aprono i canali di connessione sottile con esso, inserendolo nel nostro stesso tessuto vivente. Questa rimembranza ancestrale, costituisce una vera e propria re-vivificazione della stirpe in noi stessi, e costituisce la “ Sola Iniziazione diretta”, che fa di noi gli Eredi reali della nostra Tradizione Iperborea.

Questo tipo d'azione, è stato messo in atto, di contro all'ebraismo cosmopolita, e ai suoi elementi di internazionalismo devastanti, che mirano all'annientamento psichico e spirituale del Paradigma Ariano, dal Movimento Magico Hitleriano, che ha saputo assumere e rielaborare, in sé, gli insegnamenti propri alla tradizione Ariodofica germanica, inserendoli nella propria formulazione Neo-Ariana; incentrata sull' “Uomo Sole”, o Individuo divinizzato; capace di riportarsi al livello energetico, mentale, psichico, e spirituale del proprio Archetipo razziale eterno: capace cioè di Essere e di vivere, individualmente, all'altezza del proprio Genio sovra individuale.

Così, le prassi iniziatiche dei vari Ordini esoterici pre-hitleriani, Germanen Orden, Armannen, Thule Gesellschaft, Ordine dei Templari O.T.O., dei Nuovi Templari,O.N.T, e del Vril, sono state raffinate, purificate e immesse nelle pratiche esoteriche delle Waffen SS.

M.L